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CORPO DI VIGILANZA POPOLARE

FORMARE, ARMARE, BASTONARE!

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Tag: Corpo di Vigilanza Popolare

MANIFESTO DEL CORPO DI VIGILANZA POPOLARE

Posted on Giugno 29, 2026 - Giugno 29, 2026 by corpodivigilanzapopolare1312

Lo Stato è l’apparato politico-amministrativo attraverso cui una minoranza impone la propria volontà sul popolo. Chiunque rifiuti di sottomettersi alle sue leggi subisce violenza delle Forze dell’Ordine e l’azione punitiva della magistratura, organi preposti esclusivamente alla conservazione dello status quo capitalista. Come disse Mikhail Bakunin, lo Stato è la negazione stessa dell’umanità e della libertà, un’istituzione fondata sul principio dell’autorità che corrompe sia chi la esercita sia chi la subisce. Nestor Makhno, rivoluzionario anarchico ucraino, ha dimostrato che lo Stato non può essere riformato, ma solo distrutto, poiché ogni apparato statale genera inevitabilmente una nuova burocrazia oppressiva. Pertanto, si afferma che lo Stato, anche il più democratico, è inevitabilmente oppressivo. Lo Stato è un apparato sporco di sangue delle vittime del G8 2001, di Stefano Cucchi, di Giuseppe Uva, di Federico Aldrovandi, di Giuseppe Pinelli. Lo Stato è un apparato scandaloso. La loggia P2 (Propaganda 2), guidata da Licio Gelli, includeva parlamentari, ufficiali militari, magistrati e vertici dei servizi segreti. L’organizzazione operava come uno Stato parallelo per sovvertire l’assetto democratico e pilotare la politica nazionale.Questa è l’Italia, quella definita dall’Articolo 1 della Costituzione, una Repubblica “democratica” fondata sul lavoro. Una Repubblica democratica, ma per i pochissimi. Una Repubblica fondata sul lavoro, quando invece muoiono ogni giorno circa 3 lavoratori per incidenti sul posto di lavoro, tra 90 e 100 lavoratori morti al mese e circa 1.090 lavoratori morti all’anno. In Italia si stima che circa 3 milioni di lavoratori lavorino in nero o in condizioni di grave irregolarità. A questo bacino si aggiungono centinaia di migliaia di lavoratori vittime di sfruttamento estremo e caporalato, concentrati soprattutto nei settori agricolo, edile, logistico e tessile. Lo Stato non è l’unico nemico del popolo, ma anche la religione. Le fedi organizzate e le istituzioni ecclesiastiche storpiano la coscienza di classe, predicando la sottomissione terrena in cambio di una ricompensa ultraterrena, fungendo da oppio per i popoli e giustificando moralmente le disuguaglianze e i crimini del Capitale. Il popolo non deve cercare un paradiso in un’aldilà inesistente, ma deve costruirlo sulla terra. Come difesa e contrattacco, nasce il Corpo di Vigilanza Popolare. In quanto gruppo armato popolare anarco-comunista, ha il compito di:

  • Sabotare le attività economiche della borghesia
  • Colpire il Clero
  • Saccheggiare le banche e bruciare i soldi
  • Logorare interiormente lo Stato

L’obiettivo finale del CVP è l’istituzione di una società radicalmente nuova, che trae i suoi presupposti storici dall’esperimento della Comune di Parigi:

  • Abolizione dell’esercito, armando il popolo
  • Revocabilità immediata di ogni delegato amministrativo
  • Parità salariale assoluta
  • Gestione collettiva delle fabbriche e dei quartieri

Consapevoli che la transizione post-rivoluzionaria rischia di innescare una guerra civile interna tra la componente comunista (favorevole a una pianificazione collettiva organizzata) e quella anarchica (orientata all’autonomia libertaria assoluta), il CVP impone una soluzione di coesistenza per garantire la pace interna: la Pianificazione Territoriale a Quartieri Autonomi. La società sarà suddivisa in zone metropolitane distinte ma federate:

I QUARTIERI COMUNISTI

Strutturati sul principio del collettivismo centralizzato democratico. La produzione, la distribuzione dei beni e la logistica dei servizi saranno regolate da comitati popolari eletti e revocabili. I residenti coopereranno secondo piani economici mirati all’azzeramento della scarsità.

I QUARTIERI ANARCHICI

Strutturati sull’associazionismo libertario e sull’autogestione assoluta. Nessuna istituzione centrale regolerà la vita degli individui; i servizi e la produzione si baseranno su patti di mutuo soccorso e libere unioni di produttori e consumatori, senza transazioni monetarie o vincoli burocratici.

Le due ideologie non si scontreranno poiché saranno economicamente interdipendenti. I quartieri comunisti garantiranno la stabilità della grande produzione industriale e delle infrastrutture pesanti (energia, trasporti regionali), scambiando le eccedenze con le materie prime, i prodotti agricoli e i servizi specializzati provenienti dai quartieri anarchici, regolati da un consiglio di coordinamento logistico paritetico e privo di potere politico. L’assenza di confini coercitivi interni permetterà ai cittadini di spostarsi liberamente da un quartiere all’altro in base alla propria inclinazione filosofica o esistenziale. L’eliminazione della coercizione ideologica reciproca neutralizza alla radice le cause della guerra civile, poiché nessuna fazione cercherà di imporre il proprio modello sull’altra. Questa società funzionerà perché elimina la principale causa di collasso delle utopie passate: l’omogeneizzazione forzata. Riconoscendo le diverse inclinazioni umane e offrendo uno spazio fisico e organizzativo per ciascuna di esse, la cooperazione sostituirà la competizione e la federazione sostituirà l’autorità del vecchio Stato. La separazione iniziale in quartieri autonomi non è eterna, ma risponde alle necessità della transizione rivoluzionaria. I Quartieri Comunisti adotteranno provvisoriamente la Dittatura del Proletariato sotto forma di socialismo scientifico, l’unico strumento in grado di spezzare definitivamente i tentativi di controrivoluzione della borghesia e di centralizzare la produzione industriale pesante. Con lo sviluppo delle forze produttive, l’azzeramento definitivo delle classi e l’abbondanza dei beni, la struttura della dittatura proletaria si estinguerà progressivamente per naturale inutilità storica, portando alla transizione verso il comunismo. In questa fase, i confini tra i vecchi quartieri decadranno. Si costituirà un unico modello di comune libertaria e collettiva, priva di denaro e di apparati statali. Tutti i quartieri saranno fusi e abitati, in pace e reciproca solidarietà, sia da comunisti che da anarchici, uniti nella gestione sociale dei beni e nella libertà assoluta dell’individuo. Gli anarchici e comunisti si devono unire per lottare contro lo Stato, contro gli sbirri e contro la democrazia.

Mail: corpodivigilanzapopolare@bastardi.net

Tagged Anarchia, Ateismo, Comunismo, Corpo di Vigilanza Popolare, Lotta armata, RivoluzioneLeave a comment

CHI SIAMO?

Il Corpo di Vigilanza Popolare (CVP) è un'organizzazione armata & clandestina di stampo marxista-anarchico, anticapitalista, antifascista, antinazista, anticlericale, antirevisionista e antiriformista, nata in Italia per colpire l'economia, i padroni e lo Stato borghese tramite assalti, sabotaggi, vandalismi, hacking e divulgazione delle informazioni.

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